giovedì 2 febbraio 2012

ACT. La terapia dell'azione! di Jolanta Burzynska


Acceptance & Commitment Therapy (ACT) appartiene al filone delle psicoterapie cognitivo comportamentali di terza generazione basate su mindfulness. Le sue componenti esistenziali, spirituali e umanistiche: l’importanza dei valori per la motivazione al cambiamento, l’enfasi sull’accettazione, sulla compassione e sull’esperienza qui e ora, le hanno valso l’appellativo di “terapia umanistica esistenziale  cognitivo comportamentale”.

A differenza delle terapie cognitivo comportamentali tradizionali, ACT non si propone di cambiare direttamente gli eventi psicologici interni (pensieri, emozioni, ecc.) ma punta a modificare la loro funzione e il rapporto che la persona ha con essi, usando le strategie come la defusione cognitiva, l’accettazione e mindfulness. 
Lo scopo della terapia è incrementare la flessibilità psicologica dell’individuo in modo che possa vivere la propria vita in maniera consapevole secondo i suoi valori, nel momento presente, in contatto con le emozioni e le sensazioni corporee, malgrado tutte le difficoltà contingenti , o le esperienze dolorose inevitabili.
La filosofia della scienza alla quale l’ACT si ispira è il contestualismo funzionale e la sua base teorica poggia sulla Relational FrameTheory (RFT),  una moderna teoria sull’analisi comportamentale del linguaggio e della cognizione. Secondo RFT l’abilità del linguaggio propria della specie umana è all’origine di due principali fattori psicopatologici: la fusione cognitiva e l’evitamento esperienziale.

Quando la relazione con le proprie esperienze interne è caratterizzata dalla fusione , cioè identificazione con i propri pensieri, emozioni , sensazioni, questi  vengono percepiti dal paziente come “sintomi” da evitare o combattere. La fusione cognitiva esprime la tendenza del linguaggio a dominare il comportamento umano.

L’evitamento esperienziale  significa la non disponibilità dell’individuo a stare in contatto con le proprie esperienze interne. Il paziente giudica come pericolose o patologiche le proprie emozioni (ansia, paura, rabbia),  i propri pensieri  (critici, svalutativi) o le sensazioni corporee (respiro accelerato, sudorazione, arrossamento) e cerca di liberarsene mettendo in atto varie strategie di controllo, che spesso non fanno che aumentare la sofferenza. Per esempio  nel  Disturbo Ossessivo Compulsivo il tentativo di controllare i processi cognitivi alimenta l’ansia e la presenza intrusiva dei pensieri indesiderati.

La restrizione comportamentale è la conseguenza dell’evitamento e della fusione.  Per non affrontare  l’esperienza interna spiacevole l’individuo rinuncia ai propri obiettivi, al perseguimento dei valori, mentre le opzioni di scelta diventano sempre più limitate, diminuisce la libertà di decidere e la qualità della vita peggiora progressivamente.

I processi terapeutici fondamentali dell’ACT:
  • 1.       Contatto con il momento presente -  prestare attenzione consapevolmente alla nostra esperienza qui ed ora, invece di “viaggiare nel tempo” con i pensieri o azionare il pilota automatico
  • 2.       Defusione – osservare il lavoro della nostra mente “da fuori”, vedere i pensieri per quello che sono: parole o immagini
  • 3.       Accettazione – fare spazio a sensazioni, sentimenti, emozioni spiacevoli invece di lottarvi contro
  • 4.       Sé come contesto – quella parte di  noi che è consapevole di qualsiasi cosa stiamo pensando, sentendo o facendo in ogni momento;  il sé che osserva
  • 5.       Valori – di cosa vorremmo che fosse fatta la nostra esistenza; le cose che contano veramente; le direzioni che vogliamo dare alla nostra vita
  • 6.       Azione impegnata – “fare quello che serve”, le azioni necessarie ed efficaci per vivere secondo i nostri valori


Gli strumenti:

ACT è una terapia molto attiva, utilizza nelle sedute numerosi esercizi esperienziali, metafore, abilità di mindfulness, esposizione, skill training.  Può integrare ogni  processo di cambiamento comportamentale o preso in prestito da altri approcci, per esempio alcune tecniche gestaltiche, a condizione che abbiano un razionale all’interno del trattamento.
Il terapeuta adopera le schede, i questionari, i filmati, i disegni. Deve essere flessibile e dotato di una buona dose di creatività e di capacità dell’improvvisazione. Al paziente viene richiesto un impegno consapevole e attivo attraverso esercizi, compiti, esposizioni  e “azioni impegnate” da eseguire a casa.

Gli ambiti dell’intervento:

ACT  può essere praticata in setting individuale o in gruppo e può essere applicata praticamente a ogni tipologia del disturbo, dato che sfrutta i processi naturalmente presenti in tutti gli esseri umani.  Esistono gli studi comprovanti l’efficacia dell’ACT  in molte condizioni cliniche, come:
·         Fobia Sociale
·         La Depressione Maggiore
·         L’abuso di sostanze
·         Il Disturbo d’Ansia Generalizzato
·         Il Disturbo Ossessivo –Compulsivo
·         Il Disturbo di Personalità Borderline
·         Tricotillomania
·         Il dolore cronico
·         La gestione del diabete




Bibliografia scientifica:
-Hayes, S.C., Strosahl, K.D., Wilson, K.G. (1999) Acceptance and commitment therapy: An experiential approach to behaviour  change. New York: Guilford Press
-Bulli, F., Melli, G.,(a cura di) (2010) Mindfulness&Acceptance in psicoterapia.Firenze: ECLIPSI
-Russ,H. (2011) Fare ACT. Milano: FrancoAngeli


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